I Magazzini Automatizzati Verticali (MAV) rappresentano una delle strutture più complesse dal punto di vista della sicurezza antincendio. L’intera carpenteria metallica, la grande snellezza degli elementi e l’elevata concentrazione di carico d’incendio rendono insufficiente un approccio prescrittivo.
Per queste geometrie è necessario un approccio prestazionale basato sulla Fire Safety Engineering (FSE), unico in grado di dimostrare la stabilità strutturale in caso d’incendio senza ricorrere a protezioni passive generalizzate.
Modellazione dell’incendio e analisi termo-strutturale
L’analisi si fonda sulla modellazione fluidodinamica (CFD), che permette di definire:
- l’evoluzione reale delle temperature,
- l’influenza della ventilazione,
- l’effettiva azione termica sugli elementi metallici.
A partire dal modello CFD, l’analisi termo-strutturale valuta:
- la perdita progressiva di capacità portante,
- le deformazioni accumulate,
- la modalità di collasso più probabile.
Questa metodologia supera completamente l’incendio standard e consente una valutazione coerente con materiali stoccati, geometrie e condizioni di confinamento dei MAV.
Collasso implosivo: requisito chiave nei MAV
La normativa antincendio richiede che un eventuale collasso non generi danni verso l’esterno.
Per i MAV, spesso posti a distanze inferiori alla loro stessa altezza, è essenziale progettare un collasso implosivo, cioè interno e controllato, evitando ribaltamenti verso edifici e confini.
La FSE consente di:
- quantificare le deformazioni a caldo,
- prevedere la direzione del collasso,
- verificare la sicurezza globale della struttura.

Modello Termo-strutturale – sottostruttura
Alternativa: impianto sprinkler ad alta disponibilità
Un’altra strategia è l’impiego di impianti sprinkler a disponibilità superiore, che puntano a impedire qualsiasi collasso mantenendo temperature strutturali entro soglia.
In entrambi gli scenari (implosione controllata o sprinkler), la soluzione è interamente prestazionale e basata su evidenze quantitative.
Acciaio, classi 4 e instabilità a caldo
I MAV impiegano tipicamente profili metallici di classe 4, estremamente sensibili a:
- instabilità locale,
- riduzione del modulo elastico,
- perdita di resistenza alle alte temperature.
Solo una valutazione ingegneristica con area efficace a caldo permette di determinare la reale resistenza al fuoco della struttura.
La progettazione prescrittiva non può gestire correttamente questi fenomeni.
Sintesi: perché la FSE è indispensabile nei MAV
La progettazione antincendio dei magazzini automatizzati verticali richiede:
- modellazione CFD dell’incendio,
- analisi termo-strutturale avanzata,
- verifica del collasso globale o dell’efficacia degli sprinkler,
- valutazione ingegneristica della resistenza al fuoco delle sezioni di classe 4.
La FSE consente di progettare MAV sicuri, ottimizzati e conformi alla norma, evitando protezioni passive non necessarie e garantendo una reale misura del rischio.
Approfondimento: il ruolo del collasso implosivo nei Magazzini Automatizzati Verticali
Nel caso dei magazzini automatizzati verticali, la verifica del collasso implosivo rappresenta uno dei cardini della progettazione antincendio basata sulla Fire Safety Engineering.
La normativa impone che un eventuale cedimento strutturale non provochi danni verso altri edifici o oltre il confine di proprietà: nei MAV, spesso posti a distanze inferiori alla loro stessa altezza, questa richiesta diventa determinante.
Il collasso implosivo è una modalità di rottura nella quale la struttura, sottoposta a temperature elevate, perde capacità portante in modo progressivo e controllato, evolvendo verso un cedimento interno e non verso l’esterno. Questo comportamento evita ribaltamenti, proiezioni di elementi o cinematismi indesiderati che potrebbero interessare aree circostanti.
La verifica viene condotta mediante modellazione termo-strutturale avanzata, con cui è possibile analizzare:
- la riduzione delle proprietà meccaniche dell’acciaio alle alte temperature,
- le instabilità locali tipiche dei profili in classe 4,
- le deformazioni globali dovute alla perdita di rigidezza,
- la direzione del cedimento finale.
Solo un approccio ingegneristico consente di dimostrare in modo quantitativo che la struttura, anche in condizioni critiche, collasserà all’interno del proprio perimetro, rispettando gli obiettivi di sicurezza richiesti dalla normativa antincendio.
L’alternativa a questa strategia è l’impiego di impianti sprinkler ad alta disponibilità, progettati per limitare lo sviluppo dell’incendio e impedire il raggiungimento delle temperature che porterebbero al collasso globale.
In entrambi i casi, il risultato è una progettazione fondata su evidenze misurabili, non su prescrizioni standardizzate.
La gestione del collasso implosivo conferma ancora una volta che, per i MAV, Resistenza al Fuoco e Fire Safety Engineering non sono elementi separati, ma parti integrate di un’unica metodologia avanzata capace di garantire sicurezza reale e soluzioni ottimizzate.
